Quando il nemico da combattere e’ in casa

Febbraio

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La strategia del terrore organizzata e coordinata da Isis sta avendo una escalation preoccupante e che coinvolge sia obiettivi europei come a Parigi sia obiettivi occidentali in Paesi islamici come in Egitto, Tunisia e Indonesia. La distribuzione delle risorse economiche da parte degli Usa da dedicare ad una reazione ordinata e vincente contro la minaccia terroristica in piena campagna elettorale diventa una tematica problematica da gestire per un Obama sempre più debole. I partner europei poi son diventati sempre piu’ diffidenti dopo il coinvolgimento nel conflitto ucraino e contro il partner “energetico” russo e molto prudenti sulle azioni di contenimento del fenomeno IS nell’implosione del conflitti siriano.
La coalizione anti IS è focalizzata in Iraq e Siria e le forze in campo non sono sufficienti all’annientamento dell’apparato militare a disposizione del Califfato , quindi per gli Usa resta un dilemma tattico o inviare rinforzi per combattere a fianco degli altri membri della “coalizione” oppure modificare priorità ed obiettivi partendo dal presupposto che l’escalation di attentati non si fermerà e che la capacità di affiliazione terroristica è forte anche di una manovra parallela tra IS e Al Qaeda contro gli obiettivi occidentali anche se con mire ben diverse gli uni dagli altri.
Se non si faranno piani a lungo termine il numero dei Paesi sotto attacco e quindi focolai di instabilità che si ripercuoterà anche sui mercati finanziari per una sostanziale diminuzione dell’interscambio commerciale e dei flussi finanziari e di investimento si amplierà. Arabia Saudita, Yemen, Lybia , Egitto, Giordania, Tunisia, Marocco, Indonesia, Thailandia e Malesia restano in allerta ma per quelli che hanno già subito attentati i danni al settore turistico son evidenti e per Tunisia ed Egitto devastanti dal punto di vista economico. Non sfugge a nessuno che mentre l’Egitto si stava affrancando nel panorama internazionale con una lotta agli estremisti del Sinai e di Hamas ed economicamente anche con l’attuazione del nuovo tratto del Canale di Suez gli e’ mancato un fattivo supporto militare da parte dell’alleanza, messa in campo nel teatro iracheno-siriano, per prevenire attacchi come quello di Hurgada e incrementare la rete dei controlli con i quali si poteva forse evitare l’attentato contro l’aereo russo esploso nei cieli sopra il Sinai.
La Lega araba si dimostra impotente nelle azioni e nei messaggi esattamente come la sua derivata prossima , l’OPEC, tentenna nell’affrontare il deterioramento inesorabile del prezzo del petrolio . Ormai spiazzata dalle dinamiche di mercato e dalla concomitanza del dumping operato dall’IS con la complice ambiguità dei trafficanti turchi e l’effettiva riduzione della domanda globale .
Quando hai il nemico all’interno e non hai la forza di avviare un’azione mirata ed una condanna pubblica all’estremismo che stravolge l’ideologia di base creandone una fittizia mirata al dominio dei territori e delle genti diventa difficile arginare un effetto domino.
Con il petrolio ai minimi degli ultimi 12 anni e l’atteso annuncio della cancellazione delle sanzioni all’Iran che sbloccherebbe la produzione congelata in seno dell’OPEC i motivi che alimentano una speculazione ribassista sul prezzo del greggio permangono.
La spirale poi di disordine sociale e di violenza prodotta dagli attentati permette alle organizzazioni criminali che li organizzano di avere risonanza mediatica e creare danni su larga scala . Occorre quindi adattare e unire gli sforzi per non permettere una sensazione diffusa di insicurezza e fare il gioco di chi sta gestendo lucidamente una guerra commerciale e finanziaria che si inserisce su una sensazione diffusa di ritorno della deflazione prossima alla certezza.

About the author, Claudia Segre

As a financial expert, author, speaker, and the president of Global Thinking Foundation, Claudia Segre believes the only way to build a brighter, more prosperous future is to invest in the financial education of all women and girls.

She uses her platform to fight economic violence, accelerate financial inclusion for women, support female entrepreneurs, and promote the role of fintech in closing the gender gap.

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