La Russia si gioca il tutto per tutto

Novembre

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Il mese di Novembre si e’ aperto  per la Russia con il riacutizzarsi del conflitto in Ucraina e i carri armati russi che tornano a presidiare i confini e con una nuova debolezZa del rublo, che perde l’11% in una settimana.Non succedeva dalla crisi del 1998, tanto che il Governatore Yudaeva venerdì’ 7 annuncia un meeting di emergenza della Banca Centrale e che e’ pronta ad intervenire sul mercato, favorendo cosi’ un momentaneo recupero a 46.4 contro dollaro usa.

Le esercitazioni navali con il Giappone e India intanto proseguivano, esattamente come i colloqui con l’Iran sul nucleare. Sulle sanzioni Usa -UE la Merkel, insensibile all’allarme sui dati economici e degli imprenditori tedeschi in primis,  ha imposto nella stessa settimana la sua linea dura e la risposta russa verso l’Ucraina non si e’ fatta attendere.

Putin comunque aveva gia’ concluso un accordo sul gas per la stagione invernale con il Presidente ucraino Poroshenko ma certamente cio’ non ha calmierato gli animi nella zona calda degli scontri. Al contempo Putin ha deciso di tagliare il 30% delle forniture alla Serbia che ha accumulato un debito verso la Russia di oltre 200 milioni di euro.Con i prezzi energetici in calo la Russia non e’ più’ disponibili a sconti o a lasciare indietro debiti insoluti in un momento di grande tensione che permane con Bruxelles e Washington.La guerra energetica in atto che sul lato del petrolio vede i sauditi favorire il calo del prezzo del petrolio a scapito degli Usa ma anche di Nigeria e Venezuela si estende al gas, ove in molti cercano di insinuarsi nel gelo di questa rivisitazione della Guerra Fredda USA-URSS per disintermediare la Russia nelle forniture verso l’Europa. Buoni ultimi Turkmeni e turchi che hanno firmato un accordo per una nuova pipeline trans-anatoliana chiamata TANAP.

Il notevole attivismo diplomatico di Putin che balza al primo posto della classifica di Forbes degli uomini più’ potenti del mondo nasconde pero’ le preoccupazioni degli investitori per un’economia che cresce debolmente ,orfana di quelle riforme struttturali che i tempi della decrescita globale necessitano per  stare a galla.Inoltre con un bilancio che vede valutate le entrate petrolifere a 117 dollari usa al barile per il 2014 e 100 per il 2015, il risultato si sostanzia in un erosione di riserve internazionali ,per sostene il rublo, e dei conti pubblici più’ in generale.Le sanzioni poi colpiscono la liquidita’ in dollari Usa ed hanno costretto Gazprom ad uscire sul mercato con un’emissione a un anno.Ma soprattutto provocano deflussi di capitale che han pi’ che  raddoppiato i 50 mld di usd del primo trimestre e dall’inizio dell’anno.La mossa saudita che ha influenzato il calo petrolio per ogni 10 dollari usa costa circa 28 bln usd ed ha gia’ annullato il surplus di parte corrente.E con un’inflazione che a fine Ottobre ha toccato l’8.4% , gli effetti sulla crescita del PIL annulleranno il modesto segno positivo per il quarto trimestre di quest’anno e il primo trimestre del 2015.

La somma dei fattori unitamente alla disponibilita’ della Banca Centrale di mettere mani alle riserve in oro per coprire le importazioni, dopo l’insuccesso del rialzo dei tassi al 9.5%, delineano un rischio sistemico per la realta’ economica sovietica che pero’ ancora non appare nel livello dei CDS a 5 anni che trattano a 285 bp.Difficile fare previsioni sull’economia russa a questo punto, la svalutazione in atto del rublo non vede per ora segnali di recupero e l’allarme al grande manovratore e’ stato lanciato, ma per Putin dare una sferzata in positivo alla Casa Russia e’ diventata la madre di tutte le battaglie da quando e’ salito al potere e si e’ illuso che eliminati gli oligarchi politicamente avversi il resto sarebbe stata una passeggiata.

About the author, Claudia Segre

As a financial expert, author, speaker, and the president of Global Thinking Foundation, Claudia Segre believes the only way to build a brighter, more prosperous future is to invest in the financial education of all women and girls.

She uses her platform to fight economic violence, accelerate financial inclusion for women, support female entrepreneurs, and promote the role of fintech in closing the gender gap.

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