Festa del Tacchino (amara) per Obama

Novembre

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Il Giorno del Ringraziamento del Presidente Obama è stato caratterizzato da ben pochi dolcetti e da un tacchino, probabilmente arrivato dagli allevamenti intensivi Usa, non propriamente “sano” e che ha potuto allietare labilmente un metà mandato fallimentare sotto molti punti di vista.

Con il consenso più basso nella storia dei Presidenti americani al 42% e la maggiore perdita di seggi al Parlamento dai tempi di Eisenhower nel 1933, Obama non raccoglie più neanche i voti di quell’elettorato di etnia ispanica e indiana che ne avevano permesso l’elezione sulla scia del “YES, YOU CAN”.

I mercati finanziari restano molto volatili, la commistione tra la divergenza delle politiche monetarie tra UE e Usa, e le relative ricadute sulle curve dei rendimenti, e gli impatti economici derivanti da una nuova guerra dell’energia non danno pace. Ed il rischio effettivo di un rallentamento o peggio di un’impasse prolungata dell’attività di Governo e Parlamento causato da una sonora sconfitta dei Democratici appare sempre più concreto.

Per la prima volta i risultati economici, che vedono tra l’altro una riduzione del deficit di bilancio su PIL dal 10.1% al 2.8% in cinque anni, paiono facilitare maggiormente gli avversari Repubblicani, ora sostenuti dalla parte piu’ benestante del Paese, mentre ai Democratici non resta che a giocarsi la carta del sociale per far dimenticare la fallimentare politica estera di Obama e i troppi tentennamenti che hanno portato alle estreme conseguenze con la Russia ed Israele e ad un riavvicinamento con l’Iran, proprio a ridosso dell’anniversario dell’assalto all’Ambasciata del 1979. I fatti di Bengasi e gli errori poi di una Guerra del Mediterraneo che ha gettato nel caos la Libia son ben presenti all’elettorato. Salario minimo, uguaglianza di genere e rispetto della diversità non basteranno di fronte alle forti preoccupazioni scatenatesi sul caso Ebola e sull’inefficienza dei servizi sanitari stessi e ad un potere d’acquisto dei salari che non è migliorato.

I due contendenti si son così scambiati le tradizionali tematiche da cavalcare in questa campagna elettorale ma sul dibattito incombe una guerra energetica che i sauditi hanno innescato facendo calare il prezzo del petrolio non lontano dai costi effettivi della produzione di shale oil con la tecnica del fracking che aveva permesso agli Usa di svoltare dalla dipendenza del petrolio OPEC.La forza del dollaro Usa e le vendite al mercato nero dell’ISIS poi hanno aumentato la pressione sul presso di WTI che ha rotto la soglia degli 80 dollari Usa proprio ieri.

Il ripensamento degli investimenti delle corporates legate al settore energetico si e’ fatto sentire anche sugli High Yield americani che erano presenti nei loro portafogli diffusamente a favore di una maggiore tenuta degli High Yield europei ai recuperi rispetto alla tempesta estiva aiutata anche dalla fuga di El Erian e Gross da PimCo.Questa battaglia dei prezzi rafforza ovviamente la Cina e dà maggiore respiro all’Europa , data anche la forte dipendenza dal petrolio, e quindi siamo ad una riassestamento degli equilibri geopolitici che complicano l’azione dei prossimi due anni di Amministrazione Obama e soprattutto di un consolidamento della crescita economica . Già l’effetto del dollaro forte si fa sentire sulla bilancia commerciale che amplia il deficit da 40 a 43 mld usd e partono le scommesse su quanto le variabili in campo condizioneranno le prossime elezioni permettendo ai repubblicani di ipotecarne in anticipo il risultato del 2016. Dal 5 Novembre comunque comincera’ la campagna elettorale con Obama ormai in un angolo ed i Democratici che possono solo sperare nella conferma della candidatura di Hillary Clinton.

About the author, Claudia Segre

As a financial expert, author, speaker, and the president of Global Thinking Foundation, Claudia Segre believes the only way to build a brighter, more prosperous future is to invest in the financial education of all women and girls.

She uses her platform to fight economic violence, accelerate financial inclusion for women, support female entrepreneurs, and promote the role of fintech in closing the gender gap.

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