Mario Draghi Superstar

Giugno

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Il presidente della Bce si muove verso nuovi lidi di misure non convenzionali con determinazione e lasciando spazio a ulteriori manovre,ove si dovessero rendere necessarie. Per la prima volta tutti i mercati, asiatici compresi, hanno vissuto in spasmodica attesa della Bce. Neppure il G7 o la visita di Obama in Europa hanno potuto offuscare una seduta emblematica alla quale sono state poi affiancate le immagini del D-day in termini evocativi.

Ma andiamo con ordine, visto che la settimana della Bce era già iniziata con un fatto particolare: infatti si era registrato un picco di flussi verso i mercati emergenti per miliardi di dollari Usa, prosieguo di un trend positivo che dura da circa un paio di mesi ma con fasi altalenanti ed estremamente volatili. Capitali in arrivo sui fondi obbligazionari emergenti in divisa forte, per capirci titoli di emittenti emerging in biglietti verdi e nella moneta unica, principalmente, che hanno ridimensionato il segno negativo dei deflussi da inizio anno.

A favore dell’azionario per contro 0,34 miliardi di dollari Usa hanno preso il volo dai fondi azionari, che nel 2014 hanno visto uscite già doppie rispetto al totale del 2013.

Ma se i bond dei paesi emergenti in divisa forte raccolgono consensi grazie anche all’esigenza di colmare il livello di spread ormai troppo stretti sugli high yield, gli effetti di una manovra della Bce di questa portata restano alla luce dei fatti tutti a favore dei mercati azionari, Usa e Ue principalmente. Quindi diversificazione verso il dollaro Usa, che è visto a 1,33 contro euro entro fine anno.Inoltre la propensione al rischio viene facilitata dallo scenario di tassi bassi per un tempo più lungo. Queste le due tendenze strategiche sviluppate dagli ultimi avvenimenti di

politica monetaria. Ma non eravamo alla fine di un rally durato cinque anni? Le mosse definite da Francoforte e quelle vieppiù complesse da qui in avanti della Federal Reserve ci dicono chiaramente che fino al 2016 i tassi non saliranno e quindi vi sarà una coda del rally che potrebbe proseguire lungo tutto il 2015.

In tutto ciò i titoli governativi, soprattutto per i paesi periferici europei, valgono una considerazione a parte che è legata alle prospettive di un ulteriore ridimensionamento degli spread dei Cds e verso Bund, ma con velocità differenti. L’Irlanda, beneficiata da valutazioni più che generose delle case di rating, sulle quali hanno certamente influito considerazioni politiche di contorno (risultati delle elezioni europee che hanno messo in difficoltà il governo britannico e il referendum scozzese), pare ormai approdata a uno status più solido, subito seguita dalla Spagna, che sta facendo i conti inattesi con una monarchia «costosa e poco produttiva» che sul piano della reputazione ha esaurito la pazienza dei più devoti.

Previsioni incoraggianti In mezzo Portogallo e Italia, certamente i due mercati govy più interes-

santi e più complessi per dinamiche macro ancora poco soddisfacenti, tutto sommato, ma con previsioni comunque incoraggianti. Fanalino di coda, sul quale si concentrano ancora molte incognite, resta la Grecia, fiaccata anche dai risultati europei e di dinamiche del debito che paiono meno scontate rispetto a due mesi fa.

Insomma un mondo di tassi negativiove l’azione di Draghi si distingue per completezza di visione e di intenti e che non ha eguali come esperienza globale di radicale cambiamento del

modello economico post crisi che auspicabilmente rappresenterà una vera e propria rifondazione anche per la stessa Unione Europea.

 

About the author, Claudia Segre

As a financial expert, author, speaker, and the president of Global Thinking Foundation, Claudia Segre believes the only way to build a brighter, more prosperous future is to invest in the financial education of all women and girls.

She uses her platform to fight economic violence, accelerate financial inclusion for women, support female entrepreneurs, and promote the role of fintech in closing the gender gap.

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