Fintech e Pagamenti Digitale , una rivoluzione bancaria che e’ già sfida

fintech

Nella tradizionale cornice del Pan European Banking Meeting giunto alla sua sedicesima edizione già dal titolo “La Rivoluzione dei Pagamenti nell’UE: PSD2 e digitalizzazione nel sistema bancario italiano al servizio di Industria “ era evidente che l’intento di ASSIOM FOREX fosse non solo quello di approfondire un tema rispondente ad una forte richiesta reveniente dai suoi oltre 1300 soci , ma soprattutto lanciare un monito sulla necessità sempre più stringente di recuperare il tempo impiegato a rincorrere una rivoluzione digitale dei servizi finanziari  che rappresenta una strada senza via d’uscita per un cambiamento del modello di business del sistema bancario. Una profonda trasformazione in atto quindi nel segno di un’evoluzione che se non colta appieno lascerà il passo alle Corporate dette “Big Tech” come Amazon, Google, Alibaba e Facebook per accaparrarsi una ghiotta fetta di margini .

Il rischio di disintermediazione rappresentata dalle piattaforme digitali che raccolgono e soddisfano esigenze di consumi sempre più “on line” e’ tangibile sul lato degli impieghi e non solo e soprattutto sfugge ad ogni regolamentazione , rispetto al  pesante fardello di architettura finanziaria della quale le banche e gli istituti finanziari han dovuto dotarsi dopo le recenti crisi bancarie dissanguandosi per risultare pienamente rispondenti ai requisiti di Mifid2, Basilea 3, MIFIR, IDD sino agli stress test condotti dalla BCE con l’EBA, l’Autorità Bancaria Europea.

Per esempio son già diversi anni che Amazon ha iniziato a supportare i prestiti rivolti agli studenti universitari americani e britannici in collaborazione con la banca statunitense Wells Fargo e l’agenzia semigovernativa Freddie Mac, e con la sua formula Amazon Student fatta di agevolazioni, sconti e offerte rivolti ai risparmiatori di domani , gli studenti universitari. Dal canto suo Alibaba da cinque anni offre con il suo servizio di pagamento Alipay un investimento ben remunerato della liquidità che viene canalizzata in un fondo monetario , attualmente il terzo più grande al mondo con 370 milioni  di investitori . Grazie ad Alipay si può pagare dai beni di consumo giornalieri all’affitto diventa quinid naturale parcheggiare la liquidità nei conti aperti per effettuare acquisti on line o direttamente nei negozi di smartphone .Ma i colossi del Web non si fermano qui e’ sulla spinta favorevole delle applicazioni della blockchain si muovono dai servizi di pagamento e prestiti sui borsellini virtuali a servizi di investimento sull’economia reale come nel caso di Google Venture, il veicolo per investimenti di Google attivo da dieci anni sul sostegno alle start up, molto focalizzato sull’intelligenza artificiale , oppure sulla consulenza che ormai passa attraverso Facebook e Messenger con start up come la francese Bruno che fa da assistente personale ai Millenials la cui attività e’ regolata e controllata,  in questo caso, ma sembra la risposta virtuale all’annosa questione dei consulenti no fee in Italia che si perde nei meandri della fiscalità penalizzante ed a senso unico.

Tutti esempi di una digitalizzazione dei servizi che trova un ulteriore sponda nell’integrazione tra la General data protection regulation (Gdpr), la nuova regolamentazione sul trattamento dei dati personali,  e proprio quella  normativa Psd2, una  direttiva cruciale per i pagamenti digitali ma che di fatto  ha aperto a terzi soggetti non bancari, se autorizzati, la possibilità di accedere ai dati finanziari del risparmiatore. E’ cambiato il modo in cui il denaro si muove e la digitalizzazione ha “sdoganato” non solo la carta moneta ma anche la moneta di “plastica” rendendo tremendamente facili , immediati , gli scambi monetari e di dati. Ma come in tutti i grandi cambiamenti epocali ci sono vittoriosi e vinti. E come sarà il ruolo ed il lavoro del “bancario del futuro” digitale? Sicuramente molto diverso da quello odierno necessitando competenze, personalità e formazione diverse dal passato anche più recente . E così la Banca del futuro prossimo , il nostro sistema bancario in primis dovrà fare i conti con una sfida aperta che purtroppo vedrà tra i vinti coloro che non hanno avuto la lungimiranza di gestire il cambiamento senza perdere il contatto e costruendo una vera innovazione sulla “base dati “ originaria di  una clientela che , anche se poco acculturata finanziariamente nelle classifiche europee, sembra essere capace di adattarsi al cambiamento con maggiore efficienza di quanto ci si poteva aspettare .

 

 

Leave a Reply