Polonia: ritorno al passato

In Polonia il partito del Premier Tusk Piattaforma Civica (PO), partito di centro e liberista, ha subito un duro colpo con l’elezione del neo Presidente Duda, un neofita della scena politica internazionale e un conservatore che agita nuovamente lo spettro del recente periodo dominato dall’autoritarismo dei gemelli Kaczynski che ricoprivano rispettivamente dieci anni fa il ruolo di Premier e Presidente al contempo.

Sull’onda dei nazionalismi del nord Europa ora la Polonia, l’unico Paese europeo che ha evitato la recessione durante la crisi finanziaria globale recente, rischia uno scontro al vertice tra Governo e Banca Centrale se alle prossime elezioni Parlamentari di ottobre i centristi non dovessero recuperare terreno tenendo conto che comunque la vittoria di Duda, espressione del Partito PiS, “Diritto e Giustizia”,è legata ad un risicato margine.

La deriva ungherese che ha portato alla perdita dell’indipendenza della Banca Centrale e a una revisione della Costituzione da parte di Orban è uno scenario plausibile al quale la Polonia va incontro più divisa ideologicamente e più lontana dall’adozione dell’euro che mai. Un Paese da sempre alleato agli Usa e sede di basi missilistiche fondamentali per lo scudo USA in versione anti- Putin e che hanno spinto gli americani a spingersi oltremodo anche in Ucraina.

La misura di dialogo che il Premier Tusk era riuscito a tessere contenendo gli effetti dirompenti della questione ucraina riallacciando i rapporti con la Russia mantenendo una posizione allineata agli Usa, ma senza eccessi, rischia di saltare definitivamente. Dopo il semestre europeo dello scorso anno e grazie ai suoi sforzi la Polonia era riuscita a riappropriarsi di un ruolo centrale di partenariato orientale diventando punto di riferimento per i Paesi dell’Est Europa.

Dopo gli sperperi dei gemelli Kaczynski l’attuale Premier più moderato poi in questi anni ha anche modificato l’utilizzo clientelare dei fondi strutturali europei, piuttosto copiosi (e in egual misura a quelli spagnoli) in un uso efficiente e produttivo per le infrastrutture del Paese. Ora gli investitori son preoccupati e si son rifugiati sulla parte medio breve della curva entro i 5 anni valutando opzioni di copertura valutaria, anche parziali. Particolarmente dopo le vendite seguite al risultato elettorale. Per molti analisti nel periodo preelettorale potrebbe recuperare in un’ottica di strategia alternativa al quantitative easing in corso ed alla debolezza dell’euro.

Il primo trimestre si chiude con un 1% di crescita del PIL e una proiezione su base annua attesa per un 3.6%, e con un’inflazione a ridosso del 3%, ma in trend negativo, non ci si attendono mosse sui tassi imminenti e comunque prima del 2016. Da un bilancio macro estremamente positivo del Governo Tusk si dovrebbe trarre una certa tranquillità per una conferma del Partito Piattaforma civica ma le proteste di piazza esacerbate dagli effetti devastanti delle sanzioni europee sugli agricoltori polacchi da un lato e il fallimento del Progetto sullo shale oil e shale gas del Governo hanno rianimato il fronte antieuropeista. Così le variabili esterne di natura geopolitica giocheranno sulle prossime elezioni in maniera importante alimentando ulteriormente la divisione tra la Polonia occidentale più ricca e produttiva e che ha attratto la maggior parte degli investimenti esteri rispetto alle province ad Est che hanno sostenuto in massa l’outsider ultranazionalista Duda.

About the author, Claudia Segre

As a financial expert, author, speaker, and the president of Global Thinking Foundation, Claudia Segre believes the only way to build a brighter, more prosperous future is to invest in the financial education of all women and girls.

She uses her platform to fight economic violence, accelerate financial inclusion for women, support female entrepreneurs, and promote the role of fintech in closing the gender gap.

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