Sullo sfondo dello sgomento dei fatti di Orlando per il  peggiore massacro su territorio statunitense  si confrontano i Democratici che chiedono nuove leggi piu’ restrittive sull’accesso alle armi e i Repubblicani che spingono per un divieto a nuovi flussi migratori di connotazione islamica. Politica estera e politica interna trovano così un terreno comune sulla “questione Islam” dove i due fronti sono evidentemente opposti.

 

E’ sempre più probabile però che alla Casa Bianca possa insediarsi come 45esimo Presidente :Hillary Clinton , nonostante i tentativi di Sanders di capitalizzare, sino all’estremo di una candidatura indipendente, un bacino importante di sostenitori o di quelli di  Trump che abbracciando un populismo estremo difficilmente riuscirà a tenere coeso il partito dei Repubblicani.

E come nella serie “House of Cards” anche La Clinton ha proposto il coniuge per un incarico di Governo in questo caso legato alle attività economiche e sottolineando a più riprese come l’acuirsi dei problemi legati alle disuguaglianze sociali necessitino un piano di misure economiche importanti e mirate. Il Presidente del boom economico si appresterebbe così ad entrare nella compagine governativa del primo insediamento al femminile nella storia americana.

E’ indubbio che la candidata democratica sia prima di tutto una donna di “apparato” che conosce molto bene logiche e funzionamento della Casa Bianca, il che le da’ un grande vantaggio ma se Sanders ha potuto eroderle consensi e la questione della gestione della e mail la rende vulnerabile agli attacchi di Trump, molti americani restano in attesa di un pronunciamento  definitivo FBI per abbandonare definitivamente Sanders per un voto a lei. L’ala sinistra democratica voterà a fatica la Clinton perche’ le sue posizioni sono comunque lontane da quelle di centro sinistra del suo primo sponsor: il Presidente  Obama, per non parlare della distanza con quelle di estrema sinistra .

Le recenti dichiarazioni del principe saudita che confermavano che l’Arabia Saudita aveva finanziato il 20% della campagna della Clinton hanno stupito la cittadinanza e non tanto per lo scarso livello paritario di genere che si evidenzia in quel Paese ma per quelle che potrebbero essere le prospettive “diplomatiche “ di una seconda fase della guerra dei prezzi petroliferi che aveva visto proprio i sauditi buttare fuori dal mercato l’industria dello shale oil statunitense con un ribasso drastico delle quotazioni petrolifere. A fianco dei sauditi anche Kuwait , Qatar , Oman e Brunei e forse questo supporto dei Paesi del Golfo a piu’ a che fare con la questione dei dossier dell’11 Settembre che con il petrolio o con la supposta reciprocità di favori per sfumare la questioni sui flussi migratori da questi Paesi e non solo .Indubbiamente il fatto che negli attentati dell’11 Settembre 15 jihadisti su 19 fossero sauditi ha lasciato pesanti ombre nel rapporto tra gli Usa e la casa saudita.Su 31 temi del Programma elettorale sono molti quelli dedicati alle politiche di genere ed ancora una volta nonostante i Paesi sponsor non siano proprio allineati sui diritti delle Donne in versione Hillary.

 

Il paradosso poi di questa storia a tinte rosa è che l’industria delle armi prevede che se vincerà la Clinton ci sarà un’impennata nella vendita di armi, perche’ la visione liberale di Hillary e’ molto meno condizionante della posizione rigida che Obama ha dovuto prendere per recuperare consensi e sostenerne la candidatura, insomma la solita puntata di “House of Cards” con una dose in eccesso di “giochi elettorali” sui quali si giocano le sorti dell’influenza Usa sulla congiuntura globale.

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