Il rischio Dilma

Ottobre

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Mentre il prezzo del Caffè Arabica raggiunge il suo massimo livello degli ultimi due anni, mitigando i timori per un raccolto tra i più bassi nello stesso periodo, le preoccupazioni del Brasile, che resta  il più importante esportatore di chicchi di caffè al mondo , son tutte rivolte all’esito della tornata elettorale che nel primo turno ha decretato lo scontro finale tra l’ex Presidente Dilma Roussef (41%) e  Aecio Neves ex Governatore  del Minas Gerais, valido economista legato al PSDB (Partito da Social democracia Brasileira) al prossimo 26 Ottobre.

Esce sconfitta Marina Silva, speranza degli ambientalisti e allieva del mitico Chico Mendes , strenuo difensore della preservazione della Foresta Amazzonica e delle popolazioni autoctone di quell’area.La speranza degli  oltre 22 milioni di brasiliani , affranti dalla morte del precedente leader socialista Eduardo Campos morto in un misterioso incidente aereo, svanisce insieme alla prospettiva  di vedere eletto il primo Presidente di colore.  Infatti su 200 milioni di abitanti circa la metà son di colore o appartengono alle etnie autoctone. Un voto pragmatico e molto significativo quello del 5 Ottobre, che ha cercato di punire una Dilma Roussef che ha approfittato fino all’ultimo dei vantaggi della legge brasiliana che gli ha offerto un’enorme visibilità mediatica rispetto ai suoi concorrenti.

Silva ha permesso alla Presidente in carica di cavalcare i successi ottenuti dal punto di vista sociale proprio migliorando le condizioni delle etnie rappresentati dai votanti della Siva senza mai riuscire ha portare alta la bandiera dell’uguaglianza etnica, ancora lontana nel Paese, come abilmente fece Obama in una situazione analoga nella campagna elettorale per l’elezione del presidente degli Stati Uniti d’America.

La Borsa ha festeggiato all’indomani delle elezioni con quasi un +5% a quota 57115, ma l’indice in avvio di seduta aveva quasi sfiorato i 59 000 punti, sottolineando come la voglia di cambiamento vede in Neves una prospettiva valida a voltare pagina dopo che evidentemente anche i recenti Mondiali di calcioson stati un’occasione persa per gli effetti benefici che si attendevano derivanti dagli  investimenti in infrastrutture e quindi sulla crescita economica del Paese.

Una crescita debolissima ridotta nelle previsioni degli analisti ad un 0.3 % per quest’anno dal 2.5% dell’anno scorso e ad un timido 0.6% per il 2015. Cifre straordinariamente insolite per un Paese emergente che pur facendo parte dei BRICs e del G20 ha ancora molta strada da fare per consolidare una sostenibilita’ economica che pareva raggiunta sino a qualche anno fa. Il Nord tifa per Dilma mentre il Sud e’ dalla parte di Aecio.

Sui mercati resta un certo scetticismo nonostante tutto e lo si nota soprattutto sulle posizioni valutarie dove il rally post voto ha creato l’opportunita’ per costruire ulteriori posizioni short sul Real . I numeri in gioco sui mercati finanziari brasiliani sono i seguenti: un cross USD BRL 2.15-2.65, il CDS a 5 anni tra 120 e 200 bp e i tassi reali a 10 anni tra il 5 e il 7%. E’ evidente un premio al rischio importante per una sfida che risulta apertissima sino all’ultimo giorno.La volatilita’ crescera’ sostanzialmente nel periodo tra le due tornate elettorali e potrebbe piu’ che raddoppiarsi se Aecio chiudera’ nei sondaggi il gap con la Presidente in carica.

Al calo degli investimenti domestici fanno da contraltare il permanere di FDI stabili a ridosso dei 60 mld di dollari Usa dall’estero, ma l’inflazione resta sui massimi sopra al 6% e l’occupazione stabile al 5.5%.

Il real e’ atteso ad un indebolimento , similarmente alle altre divise emergenti , sulla scia del rialzo dei tassi Usa da meta’ 2015, una debolezza che potrebbe limitarsi a 2.40/USD se vincera’ Aecio Neves mentre potrebbe andare peggio nel caso di riconferma di Dilma .La Banca centrale ha aumentato le posizioni short sul dollaro Usa da 43 mld  nell’Agosto 2013 a 94 mld nel Settembre di quest’anno , ed anche questo elemento non aiuta un recupero della divisa.Ed anche il surplus commerciale restera’ condizionato dal declino dei prezzi delle commodities e dell’export di beni manifatturieri.

Il Brasile non puo’ attendere oltre una ripresa della guida del timone del Paese, infatti gli equilibri raggiunti si qui rischiano di essere vanificati lasciando il Paese impantanato in una decrescita che esattamente come in Europa e’ tutt’altro che felice quando hai da difendere un consenso su un livello di investment grade gia’ minato dall’outlook negativo di Moody’s.

About the author, Claudia Segre

As a financial expert, author, speaker, and the president of Global Thinking Foundation, Claudia Segre believes the only way to build a brighter, more prosperous future is to invest in the financial education of all women and girls.

She uses her platform to fight economic violence, accelerate financial inclusion for women, support female entrepreneurs, and promote the role of fintech in closing the gender gap.

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