Ucraina a rischio default

Mentre il processo di consolidamento della Partnership Regionale (EaP)  tra UE e Paesi dell’Est quali Armenia, Bielorussia, Ucraina, Moldova e Georgia prosegue e sembra che l’adesione finale al DCFTA (Deep and Comprehensive Free Trade Agreement) si avvicini, le tensioni tra Russia e UE aumentano e soprattutto le pressioni sull’Ucraina . Come ogni inverno che si rispetti sin dalla fine del mandato  del Presidente Yushenko, il leader della Rivoluzione Arancione, il braccio di ferro tra Ucraina e Russia sui prezzi del gas si ravviva con la solita sequela di pressioni e raccomandazioni che certamente trovano terreno fertile nell’attuale Presidente filorusso Yanukovych.Un Presidente debole con un consenso tra il 10 ed il 15% ma che vede un’opposizione ancora disomogenea e uno dei  leader piu’ attivi e carismatici, Julia Timoshenko, ancora in prigione. E la sua liberazione pesa come un macinio sulla firma definitiva di un accordo commerciale del quale il Paese ha un gran bisogno per avere un accesso agevolato ai mercati comunitari.

La situazione economica e’ visibilmente peggiorata : deficit di bilancio e deficit delle partite correnti,riserve internazionali e fiscali limitate, deflazione ed economia in recessione costringono il Governo ad una firma che pero’ salvando il Paese dal baratro aprira’ ad una probabile  guerra commerciale con la Russia.

Un ricorso all’IMF senza l’accordo con l’UE e’ impensabile , cosi’ senza l’appoggio dell’Occidente il rischio di fallimento del Paese e’ molto elevato e data l’imminenza delle elezioni al 2015 e’ improbabile che anche la stessa Russia assista impotente ad un default ai suoi confini , che potrebbe portare a istanze sociali ed ad un rinnovamento del movimento di opposizione.Intanto Fitch ha abbassato il rating dell’Ucraina a B- con outlook negativo proprio sulla base di una situazione finanziaria estremamente fragile ed un ‘erosione ulteriore delle riserve internazionali che ormai coprono solo piu’ 2.5 mesi di importazioni e son scese sotto i 20 mld di dollari $.Per le altre case di rating Standard & Poors’ e’ allineata con Fitch e Moody’s da Settembre ha posto il Paese a Caa1 sull’orlo del selective default.

La disputa sul gas vede cosi’ un nuovo blocco delle importazioni di gas dalla Russia da parte di un governo ucraino stremato dalla disputa sul prezzo ormai annosa , e se le esportazioni di gas russo verso l’UE non hanno ancora subito interruzioni gia’ in passato vi son stati stop inattesi.La decisione di ridurre l’import di gas russo per uso domestico risiede in un prezzo imposto tra i piu’ elevati nella zona europea e pari a 400 dollari usa per mille metri cubi

A meno di due settimane dal Vertice di Vilnius nel quale i Paesi dell’Est fuori da Eurozona e l’Unione Europea dovrebbero siglare accordi fondamentali per la ripresa di un’area di mezzo indebolita dalla crisi finanziaria globale ma ricca di materie prime , i russi alzano il tiro minacciando di ritirare tutte le attivita’ produttive strategiche dall’aviazione  all’industria spaziale posizionate sul territorio ucraino.

Se il debito pubblico /PIL al 40% , ma un debito esterno totale su PIL al 76%, sembrerebbe gestibile son i debiti verso l’esterno di Naftogaz, ed un costo crescente del servizio del debito che potrebbero innescare una spirale finanziaria negativa verso il default tecnico.La visita in extremis in Cina fissata da Yanukovyich in Dicembre, in concomitanza con la visita del Segretario di Stato USA Kerry, potrebbe portare qualche miliardo di dollari usa aggiuntivi ai 3 gia’ concordati ma non basterebbero comunque se non a salvaguardare il brevissimo termine. L’approvazione poi di leggi pro UE su trasparenza, sistema elettorale, riforma giudiziaria son ancora aldila’ di una completa approvazione.

Cosi’ sull’onda di un’ ulteriore svalutazione attesa della divisa locale il conto alla rovescia e’ iniziato e le decisioni politiche ancora una volta saranno cruciali per evitare il fallimento.

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