Un viaggio tra parole, sapori e calici con chi fa cultura in Italia
La sua carriera di 33 anni come trader e manager in finanza si è sviluppata in primarie banche italiane. Si è specializzata sui mercati internazionali nell’approfondimento delle dinamiche geopolitiche globali e delle relative correlazioni economico-finanziarie, ricoprendo ruoli di responsabilità in sala operativa e manageriali nelle capogruppo di Gruppo Intesa, Unicredit e Credem.
Nel 2016 fonda Global Thinking Foundation in Italia, Francia e Belgio, nelle attività di Relazioni Internazionali con IMF ed OCSE, ha affiancato l’impegno su Womenomics, alle docenze su Educazione Finanziaria e Gender Advocacy sin dal 1997. Già Membro della Consulta Esperti della VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati, Chairman del Board of Education di ACI FX International dal 2012 al 2015, ora Honorary Member. Socia Fondatrice di ASSIOM FOREX – già Vicepresidente di ASSIOM ed attiva in Associazione dal 1993 – è stata Segretario Generale di ASSIOM FOREX dal 2009 al 2016 e, attualmente, ricopre la carica di Direttore Responsabile delle Pubblicazioni dal 2006 e Membro del Consiglio Direttivo e del Comitato Tecnico Scientifico.
Claudia Segre è una figura di spicco nel panorama della finanza sostenibile e del Fintech; è Vicepresidente di AssoFintech.
Componente del Comitato Tecnico Scientifico di Terre des Hommes Italia. Fa parte anche dell’Organismo Consultivo del Garante Minori e Fragilità della Regione Lombardia, del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio sul Fenomeno della Violenza nei confronti delle Donne e sulla Violenza Domestica presso il Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio e consulente della Commissione Bicamerale di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere.
Nominata da Forbes tra le Top 100 Donne Italiane di Successo 2019, è tra le Top 100 Global Women in Leadership di GCPIT India 2021.
TEDx speaker: nel 2021 a Riesi sul tema “Isole verso nuove frontiere” e nel 2023 a Cagliari sul tema “Il capitale umano”. Nominata nel 2023 Italy Country Chair AI, Data & Cybersecurity da G100: Mission Million. Co-Presidente Women7 /G7 Italia, e Delegata per G7 Canada, Advisor Working Group Emerging Technologies. Nel 2025 viene nominata Vicepresidente della Fondazione Pubblicità Progresso.
Il primo sapore che ricordi della tua infanzia?
Un ricordo nitido è rappresentato da un tipico piatto piemontese: la polenta. In campagna in Val Pellice con la mia balia. il profumo della polenta si percepiva in tutte le stanze ed imparare a girarla con il mestolo di legno lentamente e con regolarità è stata una fatica e un’impresa. Allora non esisteva quella istantanea e neanche strumenti altri che non fossero la forza delle braccia. Una polenta con i funghi e con lo spezzatino, anch’esso messo a cuocere lentamente emanando straordinari profumi di alloro, salvia e bacche di ginepro. Ma a volte anche con i formaggi filanti era sempre una festa. Ancora oggi, quando penso alla parola “casa”, sento quel calore.
Il tuo piatto “culto” per l’ispirazione?
Una buona torta di mele con tutte le varianti del caso: con la cannella, con il matcha, con i mirtilli, con le carote o con le arance secondo le disponibilità di stagione. Il tipico comfort food che tiene compagnia senza alimentare troppi sensi di colpa ma anzi rappresenta un ottimo equilibrio tra l’esigenza di gustarsi un dolce facile da preparare e duttile per assecondare l’umore. È la mia bussola creativa.
Cosa non deve mai mancare sulla tua tavola?
Non deve mai mancare l’olio extra vergine di oliva, quindi una bottiglia di un buon olio pugliese fruttato: dall’insalata alle carni, dai formaggi alle patate schiacciate, dal pesce al sale o ai ferri al pane croccante appena sfornato. Una presenza che è calore della gente e del territorio, ricordi, amicizie di sempre e poi decisamente un “mai senza”. Un filo d’olio sa trasformare un piatto, come un gesto gentile può trasformare una giornata.
Il piatto che più ti rappresenta e perché?
Pasta con le sarde: semplicità e forza del gusto che nasce da una terra di Sicilia che amo profondamente. Terra di accoglienza, la scoperta di relazioni autentiche, riunioni intense, progetti belli, discussioni sul futuro. Le sarde così essenziali, semplici e memorabili insieme con quel tocco di finocchietto selvatico. Ma soprattutto come piace a me il mix di culture, un piatto certamente inclusivo. Equilibrio e contrasto, tempo e rispetto, ascolto e coraggio, insomma, tutto quello che mi ispira la Sicilia e il suo straordinario popolo.
Un cibo che per te è puro conforto?
Il cioccolato fondente 70% sicuramente, anche quello di Modica al sale o il cremino di Gobino sempre al sale. Un quadratino al giorno toglie ogni pensiero di torno per me, in questo caso si lega al mio amore per i viaggi. Viaggiare mi ha insegnato che il mondo, anche se sempre più complesso, offre sempre prospettive interessanti. Ogni Paese attraversato, ogni cultura incontrata, lascia una traccia: un modo diverso di stare a tavola, di parlare, di affrontare i conflitti, di pensare al futuro, di rappresentare la socialità. Se li metti insieme, cioccolato e viaggi raccontano la stessa cosa: la capacità di fermarsi ad osservare, scambiare esperienze, sapori e quella di andare, di esplorare le origini di un Latino America che è sempre scoperta, allora come adesso. È il mio abbraccio immediato, la mia pausa di dolcezza nelle giornate lunghe, un piccolo lusso che mi riconnette a me stessa.
Il tuo rituale preferito legato al cibo?
La colazione della domenica deve essere lenta per eccellenza sicuramente con pancakes o muffin preparati da me oppure in alternativa andiamo la mattina a caccia di nuove pasticcerie per un cinnamon roll da sogno. E poi la spesa al supermercato con mio marito: un appuntamento settimanale che per noi è complicità pura. La sera invece in settimana, quando invitiamo gli amici, la scena cambia: la cucina passa nelle sue mani milanesi, esperto com’è in carni e verdure, ed uno spaghetto al pomodoro tre stelle Michelin: è uno chef ineguagliabile. Sistematico, organizzato, guarda sempre con preoccupazione le mie espressioni “artistiche” in cucina, e mi rimprovera l’eccesso di sperimentazione.
Cibo e solitudine: un momento che ti appartiene?
Mi piace cucinare con la musica e preparare la sera prima, ad esempio, un buon bollito ed il giorno dopo con il brodo un risotto con riso Carnaroli allo zafferano da gustare come piatto unico. Entrambi piatti che sanno di condivisione ed amicizia, ricerca degli ingredienti ma anche da prepararsi per una piena soddisfazione in solitudine.
Il piatto da condividere assolutamente con chi ami?
Le polpettine di manzo con la ratatouille: sono il mio modo di dire “ti voglio bene” senza parlare troppo. È un piatto sincero, che racchiude affetto, cura e un pizzico di gioia nei colori delle verdure miste tagliate. I profumi del basilico e delle erbe che esaltano le verdure stesse.
Un luogo (reale o immaginario) dove il cibo ha avuto un ruolo speciale nella tua vita?
L’inaugurazione a Londra di Nobu nel 1997. Ero lì per lavoro, invitata da una cara amica turca, e ho scoperto un mondo di sapori nuovi, eleganti, impensati. Quel giorno ho capito quanto il viaggio possa cambiare anche il modo di stare a tavola e da allora non mi ha più lasciato quel senso di sorpresa che ritrovo nei miei viaggi in Giappone.
Se fossi un ingrediente, quale saresti?
Sarei lo zenzero. Versatile, energico, capace di rendere più vivo ogni piatto. Mi piace pensarmi così: un elemento che porta calore, che risveglia, che fa bene.
Un vino che ti ha emozionato e perché?
Ricordo come fosse ieri il mio primo viaggio in Sudafrica e la degustazione di un Shiraz delle cantine situate a Stellenbosch. Un colpo di fulmine: intenso, elegante, profondo. Me ne sono innamorata perdutamente. Ma a pari merito il mio vino rosso piemontese preferito è il Nebbiolo imprescindibile nelle cene di famiglia e con gli amici più cari.
Con chi (vivo o immaginario) vorresti condividere un calice e cosa berresti?
Con Virginia Woolf. Vorrei brindare con lei per ringraziarla del coraggio e della lucidità con cui ha aperto la strada alla libertà economica e creativa delle donne scrivendo “Una stanza tutta per sé”. Brinderemmo con un calice importante, forse proprio un buon Shiraz sudafricano o australiano. “Alla Vita, cara Virgie”.





