High Tech Usa: trimestrali, Tik Tok ed il suprematismo digitale [firstonline]

A colpi di video e di post, i grandi social network sono sempre più intrecciati con gli assetti geopolitici globali e le mire egemoniche dei grandi blocchi a Est e Ovest – Il duello Cina-India e il caso Tik Tok – Servizi digitali e IT al centro dei mercati azionari

Nella settimana delle trimestrali tutti gli occhi son puntati sui titoli tecnologici americani e – dato anche il permanere di una situazione difficile a causa  di un alto livello di contagiati da COVID 19, a parte Tesla che recupera sulla scia delle vendite in Cina – probabilmente saranno Amazon e Zoom a stupire con ottimi numeri a scapito di Apple e Hertz. Ma tutti gli occhi son puntati sui colossi social, anche alla luce della nuova guerra con al centro l’App Tik Tok, che ha risollevato le polemiche sulle modalità più o meno etiche con le quali le piattaforme social accettano i diktat dei poteri più autoritari, limitandone una vera libertà di utilizzo con divieti o addirittura chiusure per finalità geopolitiche.

Se non bastasse il 5G quindi a creare i presupposti più che solidi per un prosieguo del braccio dei ferro tra Cina e USA, ora si inserisce anche il fenomeno Tik Tok, la App più scaricata al mondo, e prodotta da ByteDance, una start up del giovane  Zhang Yiming. ByteDance, l’ambiziosa società cinese che con il suo motore di ricerca, Toutiao Search, vuole erodere il monopolio del motore di ricerca cinese maggiormente utilizzato, Baidu. Il valore dell’unicorno ByteDance non è stato scalfito dalla frenata dei mercati azionari causata dal COVID 19, ed ha superato i 140 mld  di dollari USA, pari ad un 33% in più in soli due anni ed ha superato il 1,5 mld di utenti nel mondo!

L’escalation militare tra Cina e India

Ma  proprio a fine giugno son iniziate le brutte notizie che vedono la geopolitica incrociarsi con lo sviluppo del settore IT Social. Partendo dall’India che dopo aver visto i suoi mercati azionari chiudere un brillante secondo trimestre con un +20%, ha registrato la mossa del governo indiano che ha congelato una sessantina di App legate a start up e società cinesi come ritorsione agli incidenti militari di metà giugno, nella regione confinante della valle del Galwan rivendicata dai cinesi da tempo. Scontri che hanno portato alla perdita di una ventina di soldati indiani.

Con il 2020 si è entrati nel 70esimo anniversario dall’avvio dei contatti diplomatici tra Cina e India, ma, dopo 45 anni di scaramucce senza perdite umane, questi scontri stanno alzando la tensione riverberandosi in tutta l’Asia, nonostante gli investimenti cinesi in India ormai sfiorino i 30 mld di dollari usa e la cooperazione per lo scambio tra le Università dei due Paesi si configuri come un rapporto proficuo e costruttivo. Ma è la strategia cinese tesa a rafforzare i rapporti con il Pakistan e, attraverso la sua Banca Asiatica per gli Investimenti Strutturali (AIIB) , anche con Bangladesh, Nepal e Sri Lanka che fa intravvedere chiaramente un interesse di egemonia sui Paesi del bacino dell’Oceano Indiano, che “soffoca” e mette sotto assedio il colosso indiano.

In 10 anni Cina e India copriranno interamente  i consumi della classe media globale, ed in ballo c’è un ruolo di supremazia su quegli scambi commerciali che son ora la zavorra della depressione economica globale indotta dalla pandemia.

I mercati cinesi dal canto loro, nelle ultime due settimane, hanno rafforzato la performance del secondo trimestre, al 13%, che ad oggi  ha eguagliato il balzo indiano. Un balzo registrato nonostante il mese di luglio fosse stato avviato con la decisione di ratificare la legge sulla sicurezza che di fatto ha inasprito il rapporto con Hong Kong e costretto gli USA a modificare i privilegi commerciali con l’ex colonia inglese. Ancora una volta non è mancato il ruolo di Tik Tok , con la ByteDance che ha deciso di uscire da Hong Kong mentre Facebook, Twitter e Google sembrano venire a patti sulle limitazioni cinesi con un compromesso già replicato con altri poteri autoritari come Turchia e Filippine. In un tentativo di bilanciare una “libertà” relativa di diffondere news, imposta da questi Governi , senza assoggettarsi alle richieste di dati sensibili ma accettando di non trattare certi temi , con le opportunità di business evidenti,  che li vedono poco propensi a rinunciare a mercati densamente popolati di “sottoscrittori”!

Tik Tok lascia Honk Kong 

TikTok ad Hong Kong sarà sostituita, da ByteDance, in una versione “domestica” dell’App che si chiama Douyin, e che già circola sul mercato interno cinese, in accordo con le leggi vigenti. E se Tik Tok si “adatta” ai dettami della Cina a Hong Kong, negli USA , come in India , la minaccia di misure simili a quelle prese dal Premier Modi è stata lanciata da Trump nei giorni scorsi con riferimento alle presunte colpe cinesi sulla diffusione globale della pandemia. Ma Mike Pompeo, il Segretario di Stato, precisa che la misura si legherebbe ad un problema di sicurezza dei dati : nonostante ByteDance non abbia mai fornito, secondo fonti ufficiali, al Governo cinese dati sensibili.

A colpi di video e di post, i dati scorrono e si accumulano sulle piattaforme social, ridisegnando gli assetti geopolitici  e trasformandole in mezzi di comunicazione potenti, e mettendo in crisi Paesi sovrani come quello indiano che non vogliono venire a patti con la Cina, ma neanche far irritare i russi non fidandosi pienamente degli Stati Uniti. E mentre Facebook sulla scia delle proteste contro il razzismo è vittima della campagna “Stop Hate for profit” che ha convinto Unilever, Verizon e Coca Cola a sospendere temporaneamente la piattaforma, gli hacker russi di Evil Corp hanno attaccato una trentina di aziende americane approfittando delle vulnerabilità create dal lavoro da remoto in molti sistemi aziendali.

E’ lampante che i servizi digitali ed il settore IT continueranno quindi a dominare la scena dei mercati azionari , anche e soprattutto tenendo conto che tutto questo universo digitale, ormai strettamente connesso alla politica ed al potere economico, non deve preoccuparsi neanche più sul fronte fiscale: grazie al COVID 19 gli USA hanno sospeso i lavori del tavolo OCSE per la Digital Global Tax, riaprendo il fronte di disputa tra UE e USA, perché tra i vari sovranismi quello digitale ormai è quello che conta, e preoccupa , di più!