Great America, avanti tutta

Gennaio

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“We’re gonna build a wall. It’s not a fence it’s a wall!” Così si è espresso Donald Trump nelle scorse ore, nel confermare uno dei punti più controversi del suo programma. Siamo dunque al via dei 100 giorni della nuova Amministrazione Trump, dopo che gli uomini e le donne della nuova squadra della Casa Bianca stanno passando sotto le forche caudine di dibattiti accesissimi condotti, durante il processo di conferma delle nomine, dagli esponenti Democratici più forti e accaniti come Sanders e Elisabeth Warren.

Già il programma della prima settimana è quello da far tremare le vene ai polsi di Wall Street e del dollaro Usa: in poche parole, in primis è stata sancita la cancellazione degli USA dal Trattato di cooperazione Trans Pacifico (TPP) che era stato firmato dai Paesi asiatici, tranne la Cina, ma che era in attesa di ratifica da parte del Senato. La volontà di Trump di salvaguardare i posti di lavoro Usa e di portare avanti degli accordi bilaterali non fa però che portare acqua al mulino della Cina che non concordava con il TPP.

Ma forse è questa la strategia del neo Presidente: l’antichissimo “divide et impera”? Non esattamente, come per tutti gli uomini di business non bisogna fermarsi alle prime evidenze perché se si è fatto un “favore” alla Cina ci sarà modo per presentare il conto nei tempi dovuti, mantenendo fede alle promesse elettorali, unica condizione per rimanere in sella e consolidare il consenso popolare.

A seguire sarà avviata la rinegoziazione del Nafta (accordo che risale alla firma di Bush del dicembre 1992 e alla ratifica nella legge Clinton operativa dal 1994). E qui sono le parole più dei fatti che conteranno perché la modifica di un trattato internazionale è complessa e molto dilatata nei tempi. Ma già osservando i prezzi sui titoli industriali messicani si può osservare che trattano a sconto del 20% rispetto ai competitors americani e oltretutto con una divisa sottovalutata!
Inoltre mentre per il Canada in caso di sospensione degli accordi NAFTA c’è un trattato bilaterale del 1989 che potrebbe subentrare, molto simile negli effetti, invece il Messico tornerebbe indietro di oltre 20 anni, ad accordi tariffari preesistenti al 1994. L’accordo ha permesso al Messico di essere il secondo mercato delle importazioni manifatturiere Usa ed il terzo per le importazioni di beni agricoli.

Da qui l’incontro del 31 Gennaio tra Trump e il Presidente messicano, quindi a pochi giorni da quelle affermazioni (via social) nelle quali viene ripreso il tema del completamento del muro. Una chiusura dei confini che più che arginare le immigrazioni clandestine e i traffici illeciti rappresenta un braccio di ferro per imporre al Messico condizioni tariffarie che non svuotino di valore l’impegno preso da Trump con le grandi corporates del settore automotive e che ha come obiettivo il riportare capitali in patria e rilocalizzare nuovi impianti negli Usa.

La prossima settimana terrà banco anche il primo vero e proprio incontro istituzionale con il Premier britannico May, con la quale è parsa evidente la comunione di intenti soprattutto nei due discorsi che li hanno visti protagonisti, l’uno nel giorno di inaugurazione del mandato e l’altra dopo il verdetto della Corte Suprema che demanda al Parlamento il voto sull’avvio dei colloqui su Brexit.

Quindi, se la sterlina si rafforza dopo le novità, vediamo un dollaro Usa che si stabilizza nell’area 1.07-1.09 e qui resterà durante la “luna di miele” e che vedrà accumularsi comunque posizioni a ridosso della fascia alta legate a una scommessa di tenuta e recupero delle quotazioni nuovamente verso 1.05 nella seconda parte del primo semestre.

About the author, Claudia Segre

As a financial expert, author, speaker, and the president of Global Thinking Foundation, Claudia Segre believes the only way to build a brighter, more prosperous future is to invest in the financial education of all women and girls.

She uses her platform to fight economic violence, accelerate financial inclusion for women, support female entrepreneurs, and promote the role of fintech in closing the gender gap.

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