Non c’è posto per la “decrescita felice “ in Cina

Dicembre

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La Cina a sorpresa il 22 novembre ha tagliato i tassi di riferimento a 1 anno ed ampliato la banda di oscillazione per i tassi sui depositi. Mossa analoga non si vedeva dal Luglio 2012.Immediata la reazione positiva dei mercati azionari asiatici e delle divise correlate, come il dollaro australiano che ne beneficia. I mercati asiatici continueranno così anche nel 2015 ad essere favoriti rispetto al resto dei mercati emergenti.

Un taglio dei tassi asimmetrico unito alle facilitazioni inserite nei tre piano denominati: Pledged Supplemental Lending Facility, Medium term Lending Facility e Standing Lending Facility, nonché ad un pacchetto di stimolo fiscale mirato, la dicono lunga sull’intensità che la Banca Centrale ha voluto imprimere unendo misure monetarie e fiscali. Alcuni dei problemi che preoccupano la Cina li conosciamo bene, come la scarsa domanda di finanziamenti e il calo di produzione industriale seguita da un calo degli impieghi bancari verso le corporates. Ma certamente il punto di partenza dell’analisi, e la realtà economica della quale ci occupiamo corre comunque con un PIL al 7% e lo scopo prioritario della banca centrale in questo momento è ridurre il costo di funding nell’economia reale e consolidare una crescita del 7.5% nel 2015. La PBOC si muove così da un atteggiamento sostanzialmente neutrale ad uno più’ accomodante in un contesto bancario complesso dove i money market funds e lo “shadow banking” la fanno da padrone. Al contempo si prevedono ulteriori ridimensionamento sui tassi della riserva obbligatoria di almeno 100 bp per il prossimo anno.
Per la prima volta comunque cambiano i toni e la PBOC annuncia che il Paese è pronto per una liberalizzazione dei tassi di interesse. Un processo che a questo punto subirà un’accelerazione il prossimo anno in concomitanza con il varo del nuovo schema sui depositi assicurativi.
Osservando un mese cruciale nel quale le banche Centrali, in primis quella giapponese ed europea si sono mostrate molto sensibili alla lotta alla deflazione come sempre i cinesi cercano di prevenire le problematiche che possano destabilizzare un modello economico in graduale trasformazione come quello cinese e che si sta preparando all’impatto valutario del completamento del processo di liberalizzazione dello yuan.
Queste misure sono un importante catalizzatore per il mercato immobiliare cinese che ha subito un ridimensionamento dato dallo sgonfiamento fisiologico di una bolla che ora vede i grandi immobiliaristi in prima linea nell’approfittare di una possibile ripresa del trend sulle vendite e sulla rivalutazione dei patrimoni immobiliari. Anche l’effetto sui mutui sarà importante e ciò aiuterebbe quindi anche le aree meno agevolate di quelle che offrono facilitazioni al processo di delocalizzazione delle imprese estere, piuttosto delle megalopoli già favorite dal processo di urbanizzazione.
Negli ultimi 6 mesi le alleanze commerciali con risvolti valutari si son intensificate ed anche il braccio di ferro in atto tra Usa e Arabia Saudita sul prezzo del petrolio ha rafforzato un nuovo asse Russia-Cina- Arabia Saudita. Mentre in Africa si riconferma la supremazia della Cina come primo finanziatore, ben oltre la stessa Banca Mondiale, e non stupisce la recente firma di un accordo per costruire la linea ferroviaria da Lagos a Calabar per 1500 km che creerà localmente 200 mila posti di lavoro ed includerà oltre 4 mld di dollari usa di forniture di materiale da costruzione e prodotti in acciaio dalla Cina. Questo esempio trova diretto riscontro con le misure intraprese dalla PBOC ove l’ampliamento delle capacità di finanziare progetti simili aiuterà altri importanti accordi fuori dal Paese.
Proprio la grande proattivita’ della Cina riceve tante critiche anche da certi ambienti finanziari italiani. La Cina e’ il terzo investitore al mondo, secondo se contiamo insieme Hing Kong, e dirotta oltre il 20% dei suoi FDI verso l’esterno , quindi 108 mld di dollari Usa raggiungendo un totale investito di 660 mld di usd al 2013.Cifra che raddoppiera’ nei prossimi 10 annisecondo le stime del Presidente Xi Jinping annunciate il 9 Novembre al summit di Pechino dell’Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC). Questi numeri dovrebbero fare riflettere su un motore fondamentale della crescita globale con il quale aumentare la cooperazione diventa cruciale e ove l’attuale Piano Economico intitolato “Nuova via della Seta” verso l’Europa dovrebbero ricordarci lo spirito di Marco Polo e Matteo Ricci.

About the author, Claudia Segre

As a financial expert, author, speaker, and the president of Global Thinking Foundation, Claudia Segre believes the only way to build a brighter, more prosperous future is to invest in the financial education of all women and girls.

She uses her platform to fight economic violence, accelerate financial inclusion for women, support female entrepreneurs, and promote the role of fintech in closing the gender gap.

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