Variabile cinese e crollo del rame : i mercati sono avvisati

Marzo

12

by Claudia Segre // in

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Il fallimento della Chaori Solar in Cina e l’atteggiamento intransigente del Governo cinese riflette un monito che un Paese così vasto trasmette alle sue Corporates sulla necessità di garantirsi una sostenibilità economica e finanziaria senza sperare in aiuti di Stato. Soprattutto per un settore come quello delle rinnovabili dove le società in difficoltà paiono essere più di una. Una lezione che potremmo tranquillamente condividere ed un “bene “necessario quando devi monitorare milioni di aziende e garantire un tasso di crescita almeno al 7.5% in un momento transizionale per il modello economico cinese.

I mercati azionari cinesi in discesa son tornati ai livelli del 2009, nonostante da allora l’economia cinese si sia ampliata di uno straordinario 68%, e manovre monetarie e fiscali son attese nel prossimo trimestre per arginare la debolezza sistemica che permane. Infatti la banca centrale cinese per adesso si limita ad agire sui livelli di riserva bancaria ed a preoccupare particolarmente gli operatori è il mercato dei futures sul rame di Shangai scesi ai livelli del Luglio 2009 dopo due settimane di performance negativa continuata.

Circa tre settimane fa si erano già notati operazioni di smantellamento di carry trade sullo yuan rembimbi legati a posizioni sul rame, tenendo presente che la Cina rappresenta il 40% dei consumi mondiali e le operazioni erano utilizzate per prestiti collateralizzati. Questi movimenti hanno rapidamente avuto effetti diffusi non solo sulle borse asiatiche ma sulle divise/economie correlate come il dollaro australiano sino al Cile che dopo la rielezione di Michelle Bachelet si trova ad affrontare una crisi del rame, che attualmente rappresenta oltre il 50% delle esportazioni. Il peso cileno si è così deprezzato dell’8.5% dall’inizio dell’anno risultando la divisa locale peggiore dopo il rublo russo. Tenendo poi conto che i deflussi dai mercati emergenti non danno tregua ne consegue un ulteriore segnale di allarme sui mercati emergenti che restano intoccabili sino alla fine dell’anno con eccezioni veramente limitate.

La debolezza del rame si è poi rapidamente estesa all’acciaio e la stessa Asian Development Bank ha messo in guardia sulla necessità da parte delle banche cinesi ed asiatiche più in generale di ricorrere ad un adeguamento delle garanzie sui prestiti. Questa situazione non è da sottovalutarsi per gli evidenti effetti di trasmissione che si diffondono sulla crescita globale, sull’avversione al rischio e sui prezzi dei metalli in particolare e delle commodities correlate, come nichel, zinco e alluminio. Sul lato petrolio e beni agricoli la situazione è decisamente più tranquilla ed anzi offrono segnali di normalizzazione soprattutto sul lato inflazione.

Non bisogna sottovalutare i segnali che arrivano dal rame che come detto lega due continenti, come avvenne durante la crisi delle tigri asiatiche del 1997-1998, sommando variabili economiche e finanziarie di non poco conto. Occhi puntati così al supporto a quota 300, la cui rottura definitiva creerebbe ulteriori pressioni a caten,a ed alle misure che intraprenderà il Governo cinese che cerca di contenere i ritardi nella trasmissione delle riforme derivanti dall’applicazione del 12esimo Puano Quinquennale 2012-2016 tese a stimolare i consumi interni stimolando il reddito disponibile migliorando il settore servizi e quello manifatturiero piu’ avanzato.

About the author, Claudia Segre

As a financial expert, author, speaker, and the president of Global Thinking Foundation, Claudia Segre believes the only way to build a brighter, more prosperous future is to invest in the financial education of all women and girls.

She uses her platform to fight economic violence, accelerate financial inclusion for women, support female entrepreneurs, and promote the role of fintech in closing the gender gap.

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